Ricamo su maglia – Foglie

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Belli de casa, buondì.

È da un po’ che avevo pronto nel cassetto questo piccolo articoletto sul riamo su lana ed è da un po’ che arieggia l’idea di batterla e postarla… ma sapete, in questo ultimo periodo mi son imbarcato in un maglione laborioso (bellissimo!!) e questo ha per certi versi impegnato interamente la mia giornata. Ad ogni modo eccomi!

Volevo parlare un po’ del ricamo su lana. Tutto sommato, direte voi, “che c’ha da dire questo qua?”, ma guarda, te l’appoggio eh! Che c’ho da dire io? Però, ad ogni buon conto, non posso ammorbare mia madre e sempre e solo mia madre con le considerazioni maturate ricamando il mio ultimo progetto. Cercate di capire, povera donna, non ne può più.

Il progetto di cui vi parlerò è l’orami famoso (per coloro che mi seguono su Instagram [e per quelli che non lo fanno, che aspettate?] ) Toucan Sweater . Ho già fatto un video a riguardo, che trovate sia su IG che su Youtube (con la collaborazione inaspettata di Alexa) che, però, sono in inglese. Qui riassumo i concetti principali e dei quali mi piacerebbero sentire al vostra opinione!

DIREZIONALITÀ DEL RICAMO

Ebbene sì, a prima cosa di cui voglio parlare è proprio la direzione che vogliamo dare al nostro ricamo. La premessa necessaria è che non esiste davvero una direzione giusta, qualsiasi direzione che vogliamo dare al nostro ricamo sarà quella giusta purché sia rispondente all’effetto che vogliamo dare. Ogni volta che ricamiamo dobbiamo valutare l’effetto finale che desideriamo dare al nostro ricamo. Mi spiego meglio. Se vogliamo dare l’idea di un qualcosa di realistico cercheremo di seguire delle linee naturali, provando il più possibile a ricreare linee, ombre e luci come le vediamo nella realtà. Per converso, se vogliamo creare qualcosa di più artistico che non deve necessariamente ricalcare la realtà, possiamo sbizzarrirci e utilizzare tutti i punti che vogliamo.

Per quanto riguardo il Toucan Sweater, ho cercato di restare nell’ambito della tridimensionalità, provando ad avvicinarmi quanto più possibile alla realtà. Beh rega’, io non l’ho mai visto un tucano dal vivo, eh, ma certo è che ho provato a sceglier colori e forme il più simili possibile alle foto che ho visionato dei tucani.

Prima di tutto parliamo un po’ delle foglie.

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Toucan Sweater – work in progress

FOGLIE

Le foglie sono una delle parte che più temo in un ricamo. Le trovo difficili da ricamare perché la superficie è spesso ampia (in questo ricamo in modo particolare) ed è complicato rendere in modo effettivo luci e ombre per farle sembrare vere. Ad ogni modo, con successo o meno, come vedete nel ricamo ho cerato di ricreare la struttura della foglia come la consociamo in natura. Abbiamo la lamina, sulla quale vediamo una nervatura mediana dalla quale ramificano delle nervature secondarie. La lamina è la parte più grande da lavorare, le nervature sono quelle che mi preoccupano meno.

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Per le foglie del mio ricamo ho proceduto in primis ricamando con punto erba (stem stitch) o con punto indietro (back stitch) le nervature, utilizzando un filato più scuro. Ho poi continuato lavorando a punto piatto o punto pieno (satin stitch) tutta la superficie della lamina (un lavoraccio lungo, ma molto rilassante. Una di quelle cose da fare davanti a Netflix, per esempio).

Nella fase di riempitura della lamina, quanto arrivavo alla nei pressi della nervatura, facevo sì che il filo più chiaro della lamina, con il quale stavo lavorando, passasse molto vicino a quello dell nervatura cosicché questo coprisse parte della nervatura e la rendesse meno evidente. Dopotutto, le nervature delle foglie vedere non sono proprio delle righe nette nere che attraversano la foglia. Per aiutarsi a rendere il ricamo più vicino possibile alla realtà è importante poter rendere il tutto meno ovvio e meno evidente; coprire in parte la nervatura con il filo più chiaro della lamina ci aiuta a renderla più sottile e meno marcata. L’effetto finale sarà senz’altro più gradevole.

Un altro modo per disegnare sulle foglie le nervature e procedere direttamente con punto pieno irregolare, irradiandoci dal centro verso il margine della foglia. In questo modo, al centro si formerà una nervatura data dalla diversa direzione del ricamo e questo sarà sufficiente a ricreare la struttura liminare della foglia.

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Chiaramente, se parliamo della direzione che vogliamo dare ricamo nella fase del riempimento della lamina, secondo me il modo migliore e procedendo dal centro verso i margini, e dal basso della foglia (da dove, impoeticamente, ci sarebbe il picciolo) verso l’apice.

Per aiutarsi meglio, in fase di ricamo, ho trovato molto utile fare delle piccole frecce sul foglio idrosolubile da ricamo per ricordarmi la direzione che voglio dare al ricamo. Se disegno una foglia, per esempio, traccio la linea della nervatura mediana e, succesivamente, aggiungo delle frecce a destra e a sinistra che mi indicano verso quale direzione procedere con il mio ricamo. È banale, lo so, ma mi è molto utile!

Beh, per ora mi fermo qui! Le foglie sono sempre la parte più lunga da fare in questi ricami giganti! Provate a farne una e fatemi sapere! La prossima volta vi parlo un po’ dei fiori!!

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