Quarantine Knitting

Da un paio di giorni mi sono seduto a sistemare un po’ di appunti che avevo sul tavolo, (cioè, su uno dei tavoli che ho, perché io tendo a mettere cose su ogni possibile superficiale e disponibile ad accogliere la mia roba, asse da stiro compreso!), e ho pensato di aggiornarvi un po’ sui lavori che ho fatto e finito durante la quarantena.

A dire il vero, ho potuto lavorare fino a un certo punto perché dopo le prime settimane mi è stato difficile recuperare la lana e quindi mi sono ritrovato con milioni di gomitoli, ma non in quantità tali da poter fare una maglione o un qualsiasi progetto che avessi in mente. Ma poco male, qualcosa ho fatto!

Il primo maglione che ho terminato e che avevo già sui ferri durante la quarantena è una maxi Colourblock T-shirt che è stata poi pubblicata sulla rivista “Simply Knitting“. Per questo progetto ho utilizzato un filato della WestYorkSpinners , e nello specifico ColourLab DK. Si tratta di un filato inglese, un po’ asciutto di mano ma con una resa incredibile e dei colori davvero molto brillanti. L’unico difetto che forse vi si potrebbe presentare è quello di lasciare dei buchini quando si lavora l’intarsio e si cambia colore. Ma questo avviene prevalentemente per chi lavora un po’ lento ed è un problema facilmente evitabile con un po’ di attenzione. Oltretutto, è una lana che ha un costo davvero conveniente. I gomitoli sono da 100 grammi e costano intorno alle 3,50 sterline. Quindi direi che si tratta di una buona lana. Ovviamente, ripeto, non si tratta di cashmere or di alpaca che al tatto risultano morbidissime, si tratta sempre di una la un po’ rustica. Qui potete leggerne di più!

E una maglia lavorata in piano, fatta tutta con la tecnica dell’intariso. A parte l’utilizzo delle bobine per lavorare con questa tecnica è abbastanza facile da sferruzzare e il risultato molto d’effetto! Io non sono parcolarmente amante della maglieria estiva, tanto meno delle maniche corte o delle canotte, ma con questa maglia mi sono moto divertito e la trovo davvero trasversale nel suo utilizzo!

Il pattern lo trovate sui Ravelry, alla pagina di Simply Knitting ! Questa è una rivista inglese che raccoglie molti pattern colorati e giovanili. Pubblica anche cose più classiche, ma diciamo che tende ad essere più spiritosa e a pubblicare capi un po’ più particolari.

Un volta terminato questo lavoro ricordo che eravamo davvero prossimi alla quarantena, quella bella strong inquadrata in un bel decreto governativo, e ricordo che in quei giorni mi stavo affrettando per spedire il maglione in velocità prima che anche i corrieri subissero le limitazioni del lockdown!

In pieno lockdown mi sono ritrovato con un sacco di tempo per portarmi avanti con i miei progetti e iniziarne di nuovi (nonché per mangiare. Ho avuto molto tempo per mangiare, lo ammetto!). Il lockdown mi ha davvero dato modo di apprezzare/imparare nuove tecniche e di intraprendere progetti impegnativi senza l’ansia del poco tempo a disposizione che di solito ho per sviluppare progetti non lavorativi.

Il primo maglione che ho disegnato, fatto e finito con gli scarti di lana che avevo nell’armadio, è R.O.A.R.

R.O.A.R. è davvero un maglione di quarantena. Ora vi spiego perché!

Innanzitutto, l’utilizzo e l’economia dei colori. Le strisce gialle e rosse non ci dovevano essere nel progetto originario, lo sfondo, infatti, sarebbe dovuto essere tutto blu, ma alla fine… non avevo abbastanza blu! Il dietro del maglione (che voi non vedete nelle foto) è GRIGIO! A onor del vero, è un bel grigio e non ci sta molto male, ma come mi è stato chiesto durante questo servizio fotografico: “Dario, che cazzo c’entra il grigio sul dietro in questo maglione!?” Beh, la ragione è che trattandosi di un maglione quarantena non avevo abbastanza nero per finirlo ed avendo usato sempre la lana ColourLab DK di cui ho parlato sopra, sarebbe stato davvero difficile riuscire a reperirne 1 solo gomitolo di nero! Perché, come vedete, le maniche nere sono riuscito a farle, mi mancano circa 50 grammi per la schiena.Ad ogni modo, il risultato mi soddisfa e la schiena nera non stona troppo. Fidatevi!

Il terzo maglione che ho terminato in quarantena è stato una gran bella scommessa! Si tratta di Adler .

Adler

Adler è stato un maglione molto interessante da sviluppare. Prima di tutto la base è lavorata con un intarsio usando della lana merino (che, giusto per dire, io ODIO!) con l’aggiunta di un capo di mohair nero, di alpaca. Quest’aggiunta è dovuta un po’ al desiderio di dare un aspetto più mosso alla maglia rasata, e un po’ perché la lana merino tende a cedere ed è una cosa che non sopporto. Il mohair, seppure poco, tende a tenerla un po’ in forma.

Ricamo

La cosa particolare, ovviamente, è il ricamo sulla maglia. Era da un po’ che volevo ricamare quest’aquila e non sapevo come fare. Ci ho studiato un po’ su e ho fatto diverse prove per capire gli effetti che i vari filati potessero dare , ed ecco il risultato. Le piume sono lavorate con 3 diversi tipi di mohair e un filato di alpaca più cicciotto che mi piaceva perché avendo l’anima lucida ricreava in modo efficace l’effetto delle piume. Il resto del ricamo è fatto con Alpaca Classic della Rowan.

Lo ammetto, ci ho messo un po’. È stato un lavorone perché non avevo le idee molto chiare ed era la prima volta che mi cimentavo in un ricamo così grande e così importante in cui non si lavorasse con colori a contrasto. Infatti, i tre filati utilizzati per le piume sono cromaticamente molto vicini ed era molto difficile dare un senso di profondità adeguato per non appiattire totalmente il disegno.

Infine l’ultimo maglione che ho fatto in quarantena è Knotty.

Io – lo devo ammettere – non sono mai stato un grande amante delle trecce e infatti non vi è una grande storia nei miei design di maglioni con trecce, però dato che la quarantena mi ha dato modo e tempo di lavorare sulle tecniche più dispendiose dal punto di vista del tempo, mi sono cimentato. E ho scoperto che mi piacciono molto le trecce!! Tra l’altro, questo è anche il primo progetto che faccio interamente in bianco!!

Ho provato, a un certo punto, ad fare gli incroci senza l’aiuto del ferro ausiliario, ma la verità è che a me il ferretto ausiliario piace molto e mi piace molto tutta la meccanica delle trecce. Alla fine, quindi, ho optato per continuare a fare il tutto nel modo più classico possibile. Ho fatto le trecce sia sul davanti che sulla schiena del maglione (per non farmi mancare niente) e poi le ho fatte anche sulle manche. Ecco, l’ultima manica era davvero stufo, devo dirlo! Non ce la facevo più! Volevo finirlo!

La lana che ho usato è la fantastica Alpaca Soft DK (ed è veramente SOFT!) della Rowan. E se devo dirla tutta, rende anche molto bene perché lavorandolo con il 3,5mm alla fine dei conti una taglia L pesa 650 gr collo incluso!

Poi, finalmente, la quarantena è finita e siamo tutti tornati a poterci movere. Io sono tornato a Roma a trovare il mio ragazzo che non vedevo da febbraio e tutto sta lentamente tornato alla normalità.

Sfortunatamente, però, ci son ancora molti ritardi con le consegne di lana dall’estero e sto ancora aspettando che mi arrivi la lana per i maglioni di giugno (che ormai consegnerò a Luglio, ovviamente). Inoltre, un progetto GIGANTESCO e SUPER IMPORTANTE è ancora in standby e non si sa quando (e se 😦 ) verrà riattivato. Io spero di sì e vi racconterò gli sviluppi, ma ormai sarà per fine anno quindi boh, non pensiamoci per ora!

Buon knitting a tutti!

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